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15 ottobre 1863: affonda il sommergibile che uccise 21 uomini

Charleston, 1863: il sommergibile Hunley affonda con il suo inventore. Poi ucciderà altri 8 uomini. Perché i marinai non tentarono di salvarsi?

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15 ottobre 1863: affonda il sommergibile che uccise 21 uomini

Il test davanti alla folla

Charleston, Carolina del Sud. 15 ottobre 1863. Il sommergibile H. L. Hunley si immerge nel porto davanti ai curiosi e non risale più. A bordo ci sono otto uomini. Uno è Horace Lawson Hunley, l'inventore che ha dato il nome alla macchina.

Secondo le ricostruzioni, si era offerto lui: un altro equipaggio, il 29 agosto, era annegato durante una prova e nessuno voleva più salire a bordo. Cinque morti allora, otto adesso. E il peggio doveva ancora venire.

Tre affondamenti, 21 morti

La Hunley era un cilindro di ferro lungo circa 12 metri: sette uomini giravano una manovella, l'ottavo governava. Il 17 febbraio 1864, con un nuovo equipaggio guidato dal tenente George Dixon, colpì con una carica montata su un'asta la nave nordista USS Housatonic, a vapore e con 12 cannoni, che andò a fondo in circa tre minuti.

Fu la prima volta che un sommergibile affondava una nave da guerra in battaglia. Poi la Hunley sparì, con tutti i suoi otto uomini. Tra i tre naufragi, i morti furono ventuno.

Seduti ai loro posti

Il relitto fu individuato nel 1995 e riportato in superficie l'8 agosto 2000. Gli scheletri erano ancora ai loro posti lungo la manovella, senza ossa rotte; le pompe non erano state usate e i portelli erano chiusi. Perché nessuno tentò di salvarsi?

Nel 2017 la ricercatrice Rachel Lance, della Duke University, ha proposto su PLOS ONE che l'onda d'urto della loro stessa carica li abbia uccisi all'istante. Gli archeologi della marina americana contestano la conclusione. Fu davvero la loro arma a ucciderli?