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Atenodoro e la casa infestata di Atene: il fantasma in catene

Un filosofo affitta a poco prezzo una casa che nessuno vuole. Di notte arriva un vecchio in catene. Lo racconta Plinio il Giovane verso il 100 d.C.

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Atenodoro e la casa infestata di Atene: il fantasma in catene

Una casa che nessuno vuole

Atene. Una casa grande, spaziosa, e un avviso: si affitta o si vende. Il prezzo è basso. Troppo.

Il filosofo Atenodoro lo legge e si insospettisce. Si informa, e gli raccontano tutto: di notte, là dentro, si sente un rumore di ferro, prima lontano, poi sempre più vicino. Poi compare un vecchio magrissimo, sporco, barba lunga e capelli irti, con i ceppi ai piedi e le catene ai polsi. Chi ci abitava ha perso il sonno e si è ammalato; qualcuno, si dice, è morto di paura.

Atenodoro la affitta lo stesso.

La notte del filosofo

La storia è in una lettera di Plinio il Giovane, la 27 del libro VII, scritta intorno al 100 d.C. all'amico Licinio Sura. La sera il filosofo si fa preparare un letto nella parte anteriore della casa, chiede una lampada, uno stilo e le tavolette, manda via i servi. E scrive.

Le catene arrivano. Lui continua a scrivere. Il vecchio gli fa cenno; Atenodoro gli fa segno di aspettare. Solo al secondo richiamo prende la lampada e lo segue. In cortile la figura svanisce. Il filosofo segna il punto con erba e foglie.

Il giorno dopo i magistrati fanno scavare. Sotto terra ci sono ossa, avvolte in catene corrose. Vengono sepolte a spese pubbliche. Da allora, scrive Plinio, la casa resta tranquilla.

Il dubbio di Plinio

Il punto che non torna è Plinio stesso: un senatore che dichiara di credere al racconto sulla parola di altri, e chiede a Sura se i fantasmi esistano davvero o nascano dalla paura. La risposta non ci è arrivata.

Per gli studiosi è un racconto ricorrente: Luciano ne narra uno molto simile ambientato a Corinto, e già Plauto, verso il 200 a.C., ci scherzava.

Folklore antico, o il ricordo di un delitto vero sepolto in un cortile? Voi che ne pensate?