«Non scavare»
Laguna sud di Venezia, di fronte a Malamocco, lungo il Canal Orfano. Sulla riva occidentale di un'isola disabitata c'è una lapide di marmo. Porta una data in numeri romani, MDCCXCIII, e una frase in latino che comincia con un ordine: ne fodias. Non scavare. Poi la spiegazione: qui riposano i morti di contagio.
L'isola si chiama Poveglia. Misura poco più di sette ettari, è divisa in tre parti da due canali e conta diciotto edifici in rovina. Per una parte del mondo, soprattutto per gli Stati Uniti, è «l'isola più infestata della Terra»: centomila appestati sepolti in fosse comuni, un manicomio, un medico impazzito che si getta dal campanile.
Quella lapide è vera. Tutto il resto va controllato, una riga alla volta.

