Chi c'è in quella tomba? Timur, per gli europei Tamerlano: «Timur lo Zoppo». Nasce vicino a Kesh, l'odierna Shahrisabz, un'ottantina di chilometri a sud di Samarcanda: nel 1336 secondo le cronache di corte, negli anni Venti del Trecento secondo molti storici. Attorno al 1363 due frecce lo colpiscono alla gamba e alla mano destra. Perde due dita e resta storpio per tutta la vita. Fonda la dinastia timuride e non perde mai una battaglia. In oltre quarant'anni di guerre costruisce un impero che va dall'Anatolia all'India.
Il suo metodo è il terrore, e i cronisti lo documentano città per città. A Isfahan, nel 1387, dopo una rivolta ordina un massacro: un testimone conta più di ventotto torri, ciascuna costruita con circa 1.500 teste. A Delhi, nel dicembre del 1398, prima della battaglia fa uccidere circa centomila prigionieri. A Baghdad, nel 1401, ogni soldato deve riportare almeno due teste mozzate. Ad Ankara, il 20 luglio 1402, sconfigge e cattura il sultano ottomano Bayezid I, che morirà prigioniero.
Eppure lo stesso uomo risparmia gli artigiani delle città distrutte e li deporta a Samarcanda, per farne la capitale più splendida dell'Asia. Si circonda di studiosi e poeti, discute con lo storico Ibn Khaldun. È un sovrano colto che lascia dietro di sé torri di teste: per questo, dopo sei secoli, il suo nome fa ancora paura.
Secondo una stima molto citata, le sue campagne costano la vita a circa 17 milioni di persone: più o meno il cinque per cento della popolazione mondiale del Trecento.
Muore nel febbraio del 1405 a Otrar, mentre marcia verso la Cina. Aveva chiesto di essere sepolto a Shahrisabz, la sua città natale. Non viene accontentato. Il corpo, imbalsamato e chiuso in una bara d'ebano, è portato a Samarcanda e deposto in un mausoleo che lui stesso aveva fatto costruire due anni prima per il nipote ed erede Muhammad Sultan, morto nel 1403. Il lutto ufficiale si celebra il 18 marzo 1405.
Il mausoleo si chiama Gur-e-Amir, «la tomba dell'emiro». Lo ha disegnato un architetto di Isfahan, Muhammad ibn Mahmud. La cupola azzurra, a spicchi, ha un diametro di quindici metri.