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Lo sapevi? 5 storie vere del passato che sembrano inventate

Una tavoletta d'argilla, un ponte Inca, un tribunale normanno, una coppa romana e una nave vuota. Cinque fatti verificati che quasi nessuno conosce.

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Lo sapevi? 5 storie vere del passato che sembrano inventate

Il più antico reclamo di un cliente ha 3.750 anni

Ur, Mesopotamia, attorno al 1750 avanti Cristo. Un uomo di nome Nanni incide su una tavoletta d'argilla una lettera furiosa al mercante Ea-nasir. Ha pagato del rame e gli è arrivata merce scadente. In più, il suo servo è stato trattato male. Rivuole i soldi. La tavoletta, alta meno di dodici centimetri, fu trovata dall'archeologo Leonard Woolley ed è del British Museum. Il Guinness dei primati la riconosce come il più antico reclamo scritto.

Il ponte Inca che viene rifatto ogni anno

Sulle Ande del Perù, sopra una gola del fiume Apurímac, c'è un ponte sospeso fatto soltanto di erba. Si chiama Q'eswachaka. Ogni anno quattro comunità di lingua quechua tagliano la paglia, la intrecciano in corde sottili lunghe settanta metri e in tre giorni sostituiscono l'intero ponte, legandolo alle antiche basi di pietra. Usano le tecniche degli Inca, tramandate di generazione in generazione. Dal 2013 il rito è Patrimonio immateriale dell'UNESCO.

Il maiale processato e impiccato a Falaise

Falaise, Normandia, 1386. Un maiale uccide un bambino, sfigurandolo al volto e alle braccia. Non viene semplicemente abbattuto: viene giudicato. La pena ricalca il delitto: all'animale vengono inflitte le stesse mutilazioni, poi è impiccato. Nella chiesa del paese fu dipinto un affresco della scena. Non era un caso isolato: nel 1474, a Basilea, un gallo fu bruciato sul rogo per aver deposto un uovo.

La coppa romana che cambia colore

Al British Museum c'è una coppa di vetro del IV secolo dopo Cristo, alta sedici centimetri. Illuminata di fronte è verde. Se la luce la attraversa da dietro diventa rossa. È la Coppa di Licurgo, l'unico oggetto romano completo di questo tipo. Il segreto è stato scoperto al microscopio elettronico: nel vetro sono disperse particelle d'oro e d'argento larghe circa settanta nanometri. Oggi la chiameremmo nanotecnologia.

La nave trovata senza nessuno a bordo

All'inizio di dicembre del 1872, tra le Azzorre e il Portogallo, il brigantino Dei Gratia avvista un veliero alla deriva. È la Mary Celeste, partita da New York per Genova. A bordo non c'è nessuno. Il carico, 1.701 barili di alcol, è intatto. Le provviste abbondano. Manca solo la scialuppa. L'ultima annotazione sul giornale di bordo è di nove giorni prima. Delle dieci persone imbarcate, tra cui la figlia piccola del capitano, non si è saputo più nulla.