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Bell Witch: lo spirito che «uccise» un uomo nel Tennessee

Una fattoria sul Red River, una voce che parla dal nulla, una fiala di veleno e un gatto morto in pochi secondi. È il fantasma più famoso d'America.

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Bell Witch: lo spirito che «uccise» un uomo nel Tennessee

Un cartello sulla Highway 41

Adams, contea di Robertson, Tennessee. Lungo la U.S. Highway 41 c'è un cartello storico dello Stato, uno di quelli che di solito ricordano una battaglia o la casa di un governatore. Questo è diverso. Racconta di una fattoria, di una famiglia e di uno spirito.

L'enciclopedia ufficiale della Tennessee Historical Society lo definisce, forse, il più famoso racconto di fantasmi dello Stato. In America lo conoscono tutti con due parole: Bell Witch, la strega dei Bell.

La leggenda porta con sé due primati. Sarebbe l'unico caso in cui uno spirito è accusato di aver ucciso un uomo. E l'unico in cui compare un futuro presidente degli Stati Uniti. Per capire quanto ci sia di vero bisogna tornare a una fattoria di frontiera, due secoli fa.

Una famiglia sul Red River

John Bell è un agricoltore della Carolina del Nord. Attorno al 1804 si trasferisce con la moglie Lucy Williams nel Tennessee centrale, che allora è il confine occidentale del Paese. Si stabilisce lungo il Red River, vicino al punto in cui oggi sorge Adams.

È una famiglia benestante, con parecchi figli: tra loro John junior, Drew, Richard Williams, Joel e una figlia, Elizabeth, che tutti chiamano Betsy. Nella fattoria lavorano anche degli schiavi. Per più di dieci anni, dicono le fonti, la vita dei Bell scorre tranquilla.

Poi, tra il 1816 e il 1817, qualcosa cambia.

Il cane a cui spararono

Il primo episodio, secondo il racconto tramandato, ha per protagonista John Bell. Vede un animale che somiglia a un cane. Gli spara. L'animale svanisce.

Poi tocca a suo figlio Drew: il ragazzo si avvicina a un uccello posato sullo steccato. È di una grandezza fuori dal comune, e vola via. Betsy vede una ragazza con un vestito verde dondolarsi dal ramo di una quercia. Uno schiavo della famiglia, Dean, riferisce di essere seguito da un grosso cane nero ogni sera in cui va a trovare la moglie.

Poi i fenomeni entrano in casa. Colpi alle porte e alle pareti. Un rumore come di denti che rosicchiano le sponde dei letti. Il suono di cani invisibili che si azzuffano, di catene trascinate sul pavimento. Le coperte vengono strappate di dosso ai bambini mentre dormono.

All'inizio i Bell non dicono niente a nessuno. Resistono un anno, forse più.

La voce

Quando non ce la fanno più, John Bell si confida con un amico, James Johnston, e lo invita a passare la notte nella fattoria. Johnston viene svegliato dagli stessi rumori. La sua conclusione è una parola sola: uno spirito.

Da quel momento la casa si riempie di visitatori. Ed è allora, raccontano le fonti, che la cosa comincia a parlare.

Prima è un sussurro debole. A chi le chiede chi sia, la voce risponde di essere uno spirito che un tempo era stato molto felice, e che è stato disturbato. Poi si fa forte e chiara, e cambia versione più volte. Dice di essere «la strega della vecchia Kate Batts», una vicina di casa: da allora tutti la chiamano Kate. Altre volte si presenta con nomi diversi e sostiene di essere uno di sette spiriti.

Recita preghiere, discute di Sacre Scritture, canta insieme ai fedeli alle riunioni settimanali. Imita le voci della gente del posto. Secondo il racconto più noto, un giorno ripete parola per parola due sermoni tenuti nello stesso momento a tredici miglia di distanza l'uno dall'altro. Il figlio di Johnston la mette alla prova con un particolare che solo la sua famiglia conosce: la voce gli risponde con l'accento di sua nonna.

Il libro che ha fissato la leggenda elenca perfino i nomi della «famiglia» dello spirito: Blackdog, che sembra il capo, e poi Mathematics, Cypocryphy e Jerusalem. Racconta che la cosa prendeva la forma di un coniglio, di un orso, di un cane nero. Che rovesciava il latte, faceva sparire gli oggetti e riferiva ai Bell i pettegolezzi delle altre case. E che un inglese di passaggio, arrivato per smascherare il trucco, sentì la voce imitare quella dei suoi genitori rimasti in Inghilterra. Ripartì scusandosi per aver dubitato.

Betsy

Con alcuni lo spirito è gentile. Lucy Bell, la madre, riceve da lui soltanto attenzioni. Con altri è feroce. E il bersaglio preferito, dopo il capofamiglia, è la ragazza.

Betsy viene schiaffeggiata, pizzicata, punta con spilli. Le tirano i capelli, la graffiano.

Betsy è fidanzata con un giovane del posto, Joshua Gardner. La voce non lo tollera, e lo ripete senza sosta: quel matrimonio non si deve fare. Nel 1821 Betsy cede e rompe il fidanzamento.

È un dettaglio che gli scettici, un secolo e mezzo dopo, troveranno molto interessante.

La fiala nella credenza

Intanto John Bell si ammala. Fin dall'inizio dei fenomeni accusa una strana paralisi alla bocca. Con il tempo le sue sofferenze fisiche si aggravano. La voce non gli dà tregua.

Il 20 dicembre 1820 John Bell muore.

Secondo il racconto, una mattina non si sveglia. Suo figlio John junior apre la credenza e trova una fiala che nessuno riconosce. La voce si fa sentire subito, trionfante: è stata lei a dargliela.

Per capire che cosa contenga, qualcuno ne fa cadere una goccia sulla lingua di un gatto. L'animale muore quasi all'istante: in sette secondi, precisa una delle versioni. La fiala viene gettata nel fuoco, e brucia con una fiammata azzurra.

Al funerale la voce interrompe il lutto dei presenti: canta una canzone da osteria.

«Tornerò tra sette anni»

Morto John Bell, lo spirito sembra aver finito. Nella primavera del 1821, dopo circa quattro anni, annuncia che se ne va. Ma promette di tornare dopo sette anni.

Nel 1828, secondo la tradizione, mantiene la parola. Si presenta a Lucy e ai figli Richard e Joel. Loro scelgono di non incoraggiarlo. Dopo poco se ne va di nuovo.

C'è una seconda profezia. Nel 1934 un discendente, Charles Bailey Bell, pubblica un libro in cui sostiene che lo spirito abbia promesso un altro ritorno 107 anni dopo: nel 1935. Quell'anno non succede nulla.

Il generale e la strega

Resta il presidente. La storia dice che Andrew Jackson, il generale vincitore della battaglia di New Orleans, sentì parlare della fattoria e volle vederla. Arrivato nei pressi della casa, il suo carro si bloccò, le ruote ferme. Jackson avrebbe esclamato che quella era la strega. Uno dei suoi uomini, che si vantava di saper domare gli spiriti, fu umiliato dall'entità. Il generale ripartì, e la leggenda gli attribuisce una frase: avrebbe preferito affrontare l'intero esercito inglese piuttosto che la strega dei Bell.

Qui però si può controllare. La fonte è una lettera del gennaio 1894, scritta da un avvocato, Thomas Yancey, che riferiva un racconto di suo nonno. Nessuna data. I ricercatori Benjamin Radford e Brian Dunning hanno cercato conferme e non ne hanno trovate. Gli spostamenti di Jackson in quegli anni sono ben documentati, e non c'è traccia di una visita nella contea di Robertson. Jackson non ne scrisse mai. E Dunning aggiunge un argomento politico: nel 1824 i suoi avversari alle elezioni avrebbero usato volentieri una storia del genere. Non lo fecero.

Chi ha scritto questa storia

È il momento di chiedersi da dove arrivi tutto ciò che abbiamo raccontato. La risposta è un solo libro: An Authenticated History of the Famous Bell Witch, pubblicato nel 1894 a Clarksville da Martin Van Buren Ingram, proprietario di un giornale locale. Esce più di settant'anni dopo i fatti. Tutti i testimoni diretti sono morti.

Ingram dice di basarsi su un manoscritto di Richard Williams Bell, intitolato Our Family Trouble e scritto nel 1846. Ma Richard, all'epoca dei fenomeni, aveva sei anni. E secondo Dunning nessuno, a parte Ingram, ha mai visto quel diario.

Prima del 1894 esiste pochissimo. Una storia del Tennessee stampata nel 1886 dedica alla vicenda un solo paragrafo: parla di uno spirito dispettoso, ma non di un uomo ucciso e non di Jackson. Nel 2019 i ricercatori Jerry Drake e Blake Smith hanno però rintracciato un articolo del febbraio 1856. Prova che la leggenda circolava già prima di Ingram. E offre la più antica spiegazione nota: a fare le voci era Betsy, con il ventriloquio.

L'investigatore Joe Nickell è arrivato a una conclusione simile nel 2014. Il caso, ha scritto, somiglia a quelli in cui i fenomeni sono prodotti da un ragazzo o una ragazza di casa. Molti di quelli che conoscevano Betsy, ricorda, sospettavano di lei.

Dunning va oltre. Secondo lui Ingram avrebbe inventato anche un articolo del 1849, mai ritrovato in nessun archivio, che gli serviva per dare alla storia una patente di antichità. La conclusione del ricercatore è netta: una leggenda popolare, enormemente abbellita da un autore opportunista.

Che cosa resta

Per gli scettici il quadro è chiaro: un racconto popolare di frontiera, ingigantito da un autore abile. Per altri studiosi il libro di Ingram resta un documento prezioso di ciò che la gente di quella regione credeva davvero.

La fattoria non esiste più. Restano i cimiteri della famiglia, un vecchio pozzo abbandonato, le tracce di un sentiero. Dal Novecento l'attenzione si è spostata su una grotta della proprietà, che nel racconto originale non compare: nel 1937 il proprietario riferì di rumori inspiegabili. La storia ha ispirato una cantata eseguita alla Carnegie Hall nel 1947, il film An American Haunting del 2005 e una serie di documentari.

Rimane un fatto che nessuno contesta. Il 20 dicembre 1820 un uomo di nome John Bell morì davvero, dopo anni di sofferenze. Se in quella casa non c'era nessuno spirito, chi mise la fiala nella credenza?

La spiegazione razionale

Quasi tutti i dettagli vengono da un libro del 1894, scritto settant'anni dopo da un giornalista locale. La visita di Andrew Jackson non ha riscontri. Un articolo del 1856 attribuiva le voci al ventriloquio di Betsy Bell; Joe Nickell parla di fenomeni prodotti da un adolescente di casa. Per Brian Dunning è un racconto popolare senza documenti dell'epoca, molto ingigantito dal suo primo autore.

Se ci vai

Adams si trova nella contea di Robertson, nel Tennessee, a nord di Nashville. Lungo la U.S. Highway 41 un cartello storico dello Stato ricorda la vicenda. Nei dintorni restano i cimiteri della famiglia Bell; una casa di tronchi proveniente dalla proprietà è stata spostata nel terreno della vecchia scuola di Adams.