Quando non ce la fanno più, John Bell si confida con un amico, James Johnston, e lo invita a passare la notte nella fattoria. Johnston viene svegliato dagli stessi rumori. La sua conclusione è una parola sola: uno spirito.
Da quel momento la casa si riempie di visitatori. Ed è allora, raccontano le fonti, che la cosa comincia a parlare.
Prima è un sussurro debole. A chi le chiede chi sia, la voce risponde di essere uno spirito che un tempo era stato molto felice, e che è stato disturbato. Poi si fa forte e chiara, e cambia versione più volte. Dice di essere «la strega della vecchia Kate Batts», una vicina di casa: da allora tutti la chiamano Kate. Altre volte si presenta con nomi diversi e sostiene di essere uno di sette spiriti.
Recita preghiere, discute di Sacre Scritture, canta insieme ai fedeli alle riunioni settimanali. Imita le voci della gente del posto. Secondo il racconto più noto, un giorno ripete parola per parola due sermoni tenuti nello stesso momento a tredici miglia di distanza l'uno dall'altro. Il figlio di Johnston la mette alla prova con un particolare che solo la sua famiglia conosce: la voce gli risponde con l'accento di sua nonna.
Il libro che ha fissato la leggenda elenca perfino i nomi della «famiglia» dello spirito: Blackdog, che sembra il capo, e poi Mathematics, Cypocryphy e Jerusalem. Racconta che la cosa prendeva la forma di un coniglio, di un orso, di un cane nero. Che rovesciava il latte, faceva sparire gli oggetti e riferiva ai Bell i pettegolezzi delle altre case. E che un inglese di passaggio, arrivato per smascherare il trucco, sentì la voce imitare quella dei suoi genitori rimasti in Inghilterra. Ripartì scusandosi per aver dubitato.