Ecco come si schierano le posizioni.
La prima è l'ipotesi tradizionale. Peter J. Brand, nella sua tesi del 1998 e in un lavoro del 2000, indica i numerosi cartigli di Seti I e sostiene che la struttura "può essere datata con sicurezza al regno di Seti". Brand ricorda però un limite: i faraoni scrivevano spesso il proprio nome sopra quello di predecessori, quindi un nome da solo non prova che l'edificio sia stato costruito allora. A sostegno dell'ipotesi pesano anche il contesto, cioè la vicinanza al tempio, i testi funerari e il confronto con le tombe della Valle dei Re.
La seconda è quella di Naville, già vista: un nucleo di grandissima antichità, con la Sala di Osiride aggiunta ai tempi di Seti.
La terza è una tesi più radicale. Secondo la voce enciclopedica dedicata all'Osireion, è stato suggerito che la struttura sia molto più antica e sia stata incorporata nel tempio di Seti I, a causa della profondità, dello stile insolito e dello scopo religioso poco chiaro. La stessa fonte precisa che gli archeologi, in generale, respingono l'idea. Sul web circola anche una versione più spinta: "alcuni geologi", mai nominati, avrebbero individuato sui blocchi segni di erosione da pioggia, che implicherebbero un clima molto piovoso tra il 12.000 e il 10.000 a.C. e quindi una costruzione più antica di Göbekli Tepe. Non ho trovato uno studio verificabile a sostegno di questa affermazione: va trattata come una voce, non come un dato.
La quarta riguarda lo scopo, non l'età. L'egittologo Chris Naunton, nella sua pagina di approfondimento, descrive l'edificio come un monumento funerario ma non una tomba, "forse un cenotafio". La forma a isola circondata d'acqua farebbe pensare a un luogo rituale in cui il re rinasceva con il dio, come suggerisce la rivista Ancient Egypt. Le scene del Libro delle Porte e del Libro delle Caverne mostrano il viaggio del sole nel mondo sotterraneo prima dell'alba.